I COMUNI

BRESCIA

La città di Brescia, a 149 metri sul livello del mare, si apre ai piedi dei colli antistanti le Prealpi, quasi allo sbocco della val Trompia, ed è limitata a nord-est dal colle Cidneo, propaggine del monte Maddalena (874 m.) che si protende a est. Piacevole è percorrere le strade panoramiche che salgono sulle pendici delle alture conosciute come Ronchi, ricoperti da varia vegetazione quasi mediterranea.

Gli itinerari presenti in questa sezione si propongono di offrire uno strumento valido e proficuo, pur nella sua essenzialità, sia al turista che si accosta con curiosità, sia al cittadino bresciano, che vuole rintracciare ed interpretare nel “tessuto della città” in cui vive le testimonianze del passato per meglio capirne l’attualità. 

MONTICHIARI

Montichiari, a circa 18 km. da Brescia, è il terzo comune più popoloso della provincia. È molto conosciuto per il suo Centro Fiere, una struttura immensa nella quale si organizzano eventi di importanza nazionale ed europea. Ad esempio, al Centro Fiere Montichiari, è stata allestita la Fiera Sposi, la Fiera della Armi, diverse competizioni cinofile e molti altri eventi di interesse socio-culturale.

5 cose da vedere a Montichiari:
. Il Velodromo
. Il Santuario Rosa Mistica
. Il Duomo
. Castello Bonoris
. Il Museo Lechi

ORZINUOVI

Orzinuovi, situato a Sud Ovest di Brescia a pochi chilometri dal fiume Oglio, fu fondato l’11 luglio del 1193 per espressa volontà della città di Brescia, al fine di perfezionare le proprie difese rispetto ai cremonesi lungo la delicata linea dell’Oglio: l’intero centro storico si conserva ancora, nella regolare suddivisione in strade ortogonali disposte attorno all’asse centrale della lunga piazza orientata Nord –l’intervento avvenne su un unico antico dosso fluviale dell’Oglio, in una località già occupata dall’ antica chiesa di S. Giorgio cui verrà dedicato l’intero centro. La necessità del riuso del centro storico, luogo privilegiato della rappresentazione civile – religiosa della comunità è stata favorita negli ultimi anni , da un ripensamento riguardo all’ ottimismo con il quale si occupava territorio agricolo intonso, seguendo l’ espansione dell’ economia degli anni sessanta. 

Questo ha prodotto lo sforzo di promuovere il riuso del centro storico nella considerazione che i valori di convivenza sociale suggeriti dalle corti , dalle vie per i carri, dai portici ecc. siano testimonianze da imitare , di una vita di relazione molte volte oggi sconosciuta.

 

ROVATO

Rovato bresciano è capo di quarta.. si estende il di lui Territorio quasi 6 miglia per lunghezza,4 e più per larghezza; ha la miglior parte irrigata da una propria Sariola chiamata Forza navigabile e derivante dal lago d’iseo, meravigliosa nel suo taglio. La terra interna con uno spazioso castello giace al Levante d’essi Monte predominata da un’aria salubre, e per lo più dall’obliquità della situazione d’esso Monte diffesa dalle grandini. La proprietà della terra è assai fertile abbondando di grano, vino, fieno e di varie qualità di frutta; dalla parte di settentrione ha diversi Colli con Vigneti che producono Vini di qualità particolari, ed esquisite..”

TRAVAGLIATO

Centro legato storicamente all’attività equestre. Il toponimo deriverebbe dal latino TRIVIATUM, ovvero località antica posta tra alcune vie principali. Tra il 1200 ed il 1300, dopo la partenza di Arrigo VII per Roma, i guelfi bresciani attaccarono i rivali ghibellini, nei pressi di una rocca costituita da tre torri. Già dal 1500 il centro era poi teatro di un importante mercato equino, che negli anni si arricchì di numerose iniziative e che nei secoli ne è diventato il simbolo.

Per diffondere la cultura non servono libri noiosi e pesanti ma opere agili e accessibili. Maxime quando si tratta di argomenti complessi come la storia, l’economia e l’architettura locale. Ne sono convinti a Travagliato dove grazie alla strettissima partnership tra Pro Loco e Comune è stata data alle stampe l’opera «Scopri la storia di Travagliato»